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mercoledì 11 ottobre 2017

Templari Monaci Guerrieri

Dalle Crociate alla Firenze medievale. Storia e architettura di un Ordine monastico

Il programma delle nostre prossime conferenze alla Biblioteca Filippo Buonarroti


giovedì 18 maggio 2017

Edificare verso il cielo. Dai Collegia Fabrorum ai Monaci Costruttori

"Orme di Storia Toscana". Ciclo di Conferenze alla Biblioteca Filippo Buonarroti
Presentazione del libro "Maestri della Pietra e Monaci Costruttori. Dalla pietra angola alla chiave di volta. L'aers aedificatoria attraverso i secoli" a cura di Mario Pagni, autore dell'opera


mercoledì 27 aprile 2016

Chiesa di Santa Maria Maggiore

La chiesa di Santa Maria Maggiore, situata nell’omonima piazza, fra il Battistero di San Giovanni e la chiesa di Santa Maria Novella, passa spesso inosservata, ai turisti e, per sfortuna anche agli stessi fiorentini, ma le sue mura possono raccontarci più di mille anni di storia della nostra città.
Le più antiche testimonianze, risalgono al X secolo (931- 964) e in un documento, i cui viene citato il vescovo Rambaldo come affittuario di un terreno e di una casa «Prope ecclesiam Sancti Marie Majores». Lo storico Villani, però, anticipa la costruzione dell’edificio a tempi precedenti, prendendo come testimonianza la lapide di consacrazione (quella originale è scomparsa, ma nel Seicento fu riportata sopra una cartella marmorea una copia e posta al lato dell’altare maggiore), sulla facciata interna della chiesa, sopra il dipinto di Spinello Aretino rappresentante Papa Pelagio che, insieme ai suoi vescovi sta consacrandola, e dalla quale si legge:
                
              SANTUS PELAGIUS PP. CONSEGRAVIT HANC ECCLESIAM
               S. MARIE MAIORIS SUB A.  D.  V.  VI.  DIE  XV.  APRILIS.

da Wikipedia: la facciata della chiesa di Santa Maria Maggiore nell'omonima piazza

Dobbiamo tenere presente che Pelagio I divenne Papa nel 556, mentre Pelagio II nel 579, e quindi la sua costruzione è antecedente alla documentazione certa; questa iscrizione è comunque stata riportata sia dal Del Migliore, e dal Baldinucci, che a tal riguardo ci dice “ed ancora dipinse (l’Aretino) la storia della consacrazione di detta chiesa fatta da papa Pelagio, che così si legge nella iscrizione ch’è nel muro a man destra del coro dell’altare”; una verifica la possiamo anche accertare, scendendo nella

martedì 8 settembre 2015

La basilica di Santo Stefano a Bologna

Si tratta di un complesso di sette edifici, detto delle “Sette chiese” e la tradizione popolare vuole che sia stato S. Petronio a volerlo innalzare nel tentativo di imitare  la basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme costruito sopra ad un tempio pagano dedicato ad Iside. Di certo sappiamo che gli strutture sono di origine piuttosto antica: la chiesa di San Giovanni Battista o del Santo Crocifisso costruite entrambe nell’VIII secolo, quella del  Santo Sepolcro risalente al V secolo ove in una cella con altare e pulpito si trovava la tomba dello stesso S. Petronio, Vescovo di Bologna dal 431 al 450 e protettore della città, mentre la chiesa dei Santi Vitale e Agricola costruita nel IV secolo contenente i sarcofagi dei due martiri.
Tutto il complesso fu devastato durante l’invasione degli Ungari del X secolo e ricostruito dai Monaci Benedettini all’inizio dell’XI, ma anche i nuovi restauri successivamente eseguiti, seppur nel tentativo di ripristinare i reali ambienti, hanno modificato significativamente il suo aspetto originale: non potendo avere, infatti, riscontro con quello fatto costruire da Costantino nel IV secolo a Gerusalemme perché distrutto dal Califfo fatimata al- HaKim e ricostruito in seguito dai Crociati, anche le ristrutturazioni hanno finito per cambiare completamente le strutture.

da Wikipedia: esterno della basilica di Santo Stefano affacciata sull'omonima piazza

La chiesa del Crocifisso è di origine longobarda e risalente all’VIII secolo. Composta da una sola navata con volta a capriata, il suo presbiterio è sopraelevato sulla cripta al cui centro troviamo il “Crocifisso” opera di Simone dei Crocifissi del 1380, mentre nella navata di sinistra il Complesso Statuario del

giovedì 11 giugno 2015

Masada



Questa fortificazione, visibile dalle rive del Mar Morto, sorge a trecento metri sopra il livello del mare, sopra uno sperone roccioso a forma di aquila: il suo nome è Masada, dall’ebaico Mesûdâ, fortezza, che il re Erode fece costruire alla fine del I secolo a.C. sopra costruzioni già esistenti. Lo storico Giuseppe Flavio attribuisce la costruzione della primitiva fortezza agli Asmonei che avrebbero regnato sulla Palestina dal 130 al 40 a.C. e costruito molte fortezze nella parte orientale d’Israele, nella valle del Giordano e sulla costa del Mar Morto, usate dalla famiglia reale sia come residenze o rifugio, nell’eventualità di tumulti; gli scavi archeologici effettuati hanno postato alla luce monete armonee e due cisterne risalenti a quell’epoca; mancando però oggetti di ceramica per stabilire una precisa datazione. 

da Wikipedia: la fortezza di Masada


Durante gli scavi del 1989 vennero alla luce molti edifici risalenti al periodo di Erode, il re costruttore che governò dal 37 a.C al 4 a.C. e innalzati in tre momenti differenti: diversi: il primo risale al 37 a.C. quando,

mercoledì 3 giugno 2015

Gita al Bosco Sacro di Bomarzo



Non tutto  è,  ciò che sembra o appare


Questi brevissimi appunti che sono stati letti a chi si apprestava a visitare un giardino così particolare e suggestivo come quello di Bomarzo, servivano nelle intenzioni di chi ora nuovamente scrive, a far riflettere un visitatore meno attento e più turista, sulla realtà e gli scopi altamente filosofici e iniziatico –esoterici che si nascondono dietro ad immagini scultoree, mitologiche e allegoriche come quelle presenti all’interno del giardino stesso. Il Gruppo Archeologico  Fiorentino  ha organizzato per i suoi associati e per altri  visitatori appassionati di arte e di un pizzico di esoterismo, una gita alla scoperta del borgo di Bomarzo e dell’area  sottostante che fino dal lontano sedicesimo secolo ospita il cosiddetto “Bosco Sacro” o più comunemente e impropriamente definito “Parco dei Mostri”.

Alcuni di noi..

Bomarzo è un borgo medievale con una sua storia ben precisa che ci è stata raccontata sapientemente sul posto, con personaggi illustri, avventurieri, semplici popolani ed è proprio il luogo e il borgo stesso,

mercoledì 20 maggio 2015

Gropina


La derivazione del nome Gropina è di origine incerta: sappiamo che gli Etruschi che vivevano nella zona la chiamarono Krupina, ossia Villaggio, ma alcuni ritengono la sua etimologia dal torrente che scorreva e scorre tuttora più a valle, ossia il Ciuffenna, altri, invece, da Cerfa, Cerfenna che significa Cerva o, dal nome del dio umbro Cerfo che controllava la crescita dei raccolti oppure da un nome proprio, Clufennius, dal latino ma sempre di origine etrusco.
Con l’avvento del Cristianesimo e il riconoscimento di questa religione con l’editto di Costantino nel 313, nel Valdarno, come in altri luoghi, sorsero le prime chiese (chiamate così da ecclesia, termine greco che significa "assemblea" o "riunione di fedeli"): così lungo la Cassia Vetus troviamo le pievi di Cascia, Piandiscò, Gropina, San Giustino; quella di Gropina risale al V-VI secolo, probabilmente fondata sopra una domus (il nome pieve deriva da plebs-popolo indicante una chiesa dotata di fonte battesimale anche se prima dell’VIII secolo queste sono chiamate baptisteria e solo dopo plebes dalle quali nell’alto Medioevo dipendevano cappelle e chiese minori, ed in seguito anche queste saranno amministrate dalle parrocchie).
La prima chiesa battesimale, edificata intorno al VI secolo era absidata con un'unica navata di circa tredici metri di lunghezza per sette di larghezza e priva di campanile (costruzione che troviamo accanto alle chiese a partire dal IX-X secolo); tracce di questa sono visibili sotto l’attuale pavimento scoperte negli scavi del 1968-1971. 
da Wikipedia: la facciata della pieve di Gropina

Dopo la conquista di gran parte dell’Italia da parte dei Longobardi e in seguito alla loro conversione al Cristianesimo sotto il regno prima della regina Teodolinda (570-627), di suo nipote Ariperto I re dal 653-661 poi, e infine il re Liutprando (712-744) ci fu un grande impulso per la costruzione di nuove chiese: a Gropina

mercoledì 13 maggio 2015

Il Colosseo



La costruzione dell’anfiteatro iniziò nel 70 d.C., per volontà dell’imperatore Vespasiano della famiglia dei Flavi; l’area prescelta fu una piccola valle fra la Velia, il Colle Oppio e il Celio, nella quale si trovava un lago artificiale (lo stagnum citato dal poeta Marziale), ricavato per la propria Domus Aurea da Nerone e alimentato da fonti che sorgevano dalle fondazioni del tempio dedicato al Divo Claudio sul Celio. Con questa scelta l’imperatore Vespasiano volle esprimere il suo disprezzo verso il tiranno Nerone e ingraziarsi così l’opinione dei romani, che lo disprezzavano per le sue azioni contro Roma stessa: fece dirottare l’acquedotto adattandolo ad uso pubblico e bonificò il lago per permettere di gettare le fondamenta ed edificare  così la cavea.

Vespasiano poté purtroppo vedere solo la costruzione dei primi due piani, morì infatti, avvenuta nel 79 d. C.  e il figlio Tito, suo successore fece aggiungere il terzo e il quarto ordine e, nell’80 d. C. lo inaugurò con cento giorni di giochi nei quali morirono circa 2.000 gladiatori e 9.000 animali.

L’imperatore Domiziano, secondo figlio di Vespasiano, operò delle importanti modifiche, tra le quali la costruzione di sotterranei per altri scopi che di fatto non permisero più l’edificio dell’arena e impedirono così e namachie, cioè le rappresentazioni di battaglie navali.

In contemporanea all’anfiteatro furono costruiti degli edifici di servizio per i giochi: i ludi, caserme e luoghi per l’allenamento dei gladiatori; la caserma del distaccamento dei marinai della Classis Misenensis, la flotta romana di base a Miseno,

mercoledì 6 maggio 2015

Il Partenone


ACROPOLI D’ATENE
L’acropoli è una rocca spianata sulla parte superiore della città di Atene a m. 156 sul livello del mare, il cui spiazzo è largo m. 140 e lungo m. 280; è conosciuta anche come Cecropia, in onore del leggendario dio-serpente Cecrope, il primo re di Atene.
I resti delle più importanti costruzioni, risalenti all’epoca Arcaica, si trovavano fin dal VII secolo a.C. epoca in cui le mura, di età Micenea, persero la loro importanza difensiva e, nella prima metà del VI secolo a.C. dopo la cacciata dei Pisistratidi, questa cessò di essere una fortezza.
Tutte le sue costruzioni, comprendenti le fortificazioni, le costruzioni, i templi e le statue, furono distrutte durante l’occupazione Persiana del 480 a.C..
La prima ricostruzione delle mura e dei bastioni della città, furono eseguiti sotto il governo di Temistocle e di Cimone; mentre per celebrare la vittoria sui Persiani e il primato economico-politico, Pericle fece realizzare la ricostruzione dell’Acropoli e la costruzione del Partenone, dei Propilei e in seguito dell’Eretto e del tempio di Atena Nike.



Leo Von Kleze, L'Acropoli e il Partenone




PARTENONE
Il suo nome deriva dalla grande statua di culto crisoelefantina realizzata da Fidia raffigurante Atena Partnénos, posta nella stanza orientale.