Presentazione del libro "Maestri della Pietra e Monaci Costruttori. Dalla pietra angola alla chiave di volta. L'aers aedificatoria attraverso i secoli" a cura di Mario Pagni, autore dell'opera
Visualizzazione post con etichetta Simbolismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Simbolismo. Mostra tutti i post
giovedì 18 maggio 2017
Edificare verso il cielo. Dai Collegia Fabrorum ai Monaci Costruttori
"Orme di Storia Toscana". Ciclo di Conferenze alla Biblioteca Filippo Buonarroti
giovedì 9 luglio 2015
Castel del Monte
La
data di costruzione di questo edificio è incerta, anche se ufficialmente viene citato
il 29 gennaio 1240, quando Federico II diede disposizione a Riccardo
Momtefuscolo, Giustiziere di Capitanata di eseguire i lavori inviandogli una
lettera che dice: «Poiché per il castrum, che abbiamo intenzione di erigere
presso Sancta Maria de Monte (chiesa attualmente scomparsa), vogliamo
che sia immediatamente fatto tramite tuo, benché non sia nella tua
giurisdizione, l’actractum, e in quanto nostro fedele t’incarichiamo di
predisporlo senza indugio con calce, pietre, e ogni cosa idonea...»; dalla
lettera sembra che il monarca desiderasse avere un luogo tranquillo per poter
prendere decisioni importanti. L’architetto incaricato dell’opera fu
probabilmente Riccardo Lentini, anche se alcuni studiosi ritengono che fu lo
stesso imperatore l’ideatore del progetto ipotizzando anche che venne costruito
sopra preesistenti rovine di fortezze, prima longobarde e poi normanne.
![]() |
| da Wikipedia: veduta di Castel del Monte |
Dal
1600 questo luogo fu praticamente abbandonato e depredato dei suoi arredi e
decorazioni parietali in marmo di cui restano poche tracce dietro i capitelli;
nel 1876 il monumento fu acquistato per la somma di Lit. 25.000 dallo Stato
italiano che nel 1879 predispose il suo restauro: un nuovo risanamento fu
eseguito nel 1928 dall’architetto Quaglianti e nel 1936 Castel del Monte fu
dichiarato monumento nazionale, mentre altri restauri sono stati eseguiti tra
il 1975 e il 1981.
La
costruzione è a pianta ottagonale di cui ogni lato esterno è di m. 10,30 di
intervallo tra le torri più il diametro di ogni torre di m. 7,90 delle quali
ogni spigolo si innesta una torretta anche essa ottagonale con il lato di m.
2,70, la corte
Etichette:
Astrologia,
Cappella di Aquisgrana,
Castel del Monte,
Cupola della Roccia,
Federico II,
Fortezze,
Gerusalemme,
Ottagono,
Puglia,
Resurrezione,
Simbolismo,
Simbologia,
Storia medievale,
Templari
mercoledì 3 giugno 2015
Gita al Bosco Sacro di Bomarzo
Non tutto è, ciò che sembra o appare
Questi brevissimi appunti che sono stati letti a chi si apprestava a
visitare un giardino così particolare e suggestivo come quello di Bomarzo,
servivano nelle intenzioni di chi ora nuovamente scrive, a far riflettere un
visitatore meno attento e più turista, sulla realtà e gli scopi altamente
filosofici e iniziatico –esoterici che si nascondono dietro ad immagini
scultoree, mitologiche e allegoriche come quelle presenti all’interno del
giardino stesso. Il Gruppo Archeologico
Fiorentino ha organizzato per i
suoi associati e per altri visitatori
appassionati di arte e di un pizzico di esoterismo, una gita alla scoperta del
borgo di Bomarzo e dell’area sottostante
che fino dal lontano sedicesimo secolo ospita il cosiddetto “Bosco Sacro” o più
comunemente e impropriamente definito “Parco dei Mostri”.
![]() |
| Alcuni di noi.. |
Bomarzo è un borgo
medievale con una sua storia ben precisa che ci è stata raccontata
sapientemente sul posto, con personaggi illustri, avventurieri, semplici
popolani ed è proprio il luogo e il borgo stesso,
Etichette:
Architettura,
Bomarzo,
Bosco Sacro,
Gite,
Parco dei Mostri,
Simbolismo,
Simbologia,
Statue,
Vicino Orsini
Ubicazione:
01020 Bomarzo VT, Italia
mercoledì 20 maggio 2015
Gropina
La
derivazione del nome Gropina è di origine incerta: sappiamo che gli Etruschi
che vivevano nella zona la chiamarono Krupina, ossia Villaggio, ma
alcuni ritengono la sua etimologia dal torrente che scorreva e scorre tuttora più
a valle, ossia il Ciuffenna, altri, invece, da Cerfa, Cerfenna che
significa Cerva o, dal nome del dio
umbro Cerfo che controllava la
crescita dei raccolti oppure da un nome proprio, Clufennius, dal latino ma sempre di origine etrusco.
Con l’avvento
del Cristianesimo e il riconoscimento di questa religione con l’editto di
Costantino nel 313, nel Valdarno, come in altri luoghi, sorsero le prime chiese
(chiamate così da ecclesia, termine greco che significa "assemblea"
o "riunione di fedeli"): così lungo la Cassia Vetus troviamo
le pievi di Cascia, Piandiscò, Gropina, San Giustino; quella di Gropina risale
al V-VI secolo, probabilmente fondata sopra una domus (il nome pieve
deriva da plebs-popolo indicante una chiesa dotata di fonte battesimale
anche se prima dell’VIII secolo queste sono chiamate baptisteria e solo
dopo plebes dalle quali nell’alto Medioevo dipendevano cappelle e chiese
minori, ed in seguito anche queste saranno amministrate dalle parrocchie).
La
prima chiesa battesimale, edificata intorno al VI secolo era absidata con
un'unica navata di circa tredici metri di lunghezza per sette di larghezza e
priva di campanile (costruzione che troviamo accanto alle chiese a partire dal
IX-X secolo); tracce di questa sono visibili sotto l’attuale pavimento scoperte
negli scavi del 1968-1971.
![]() |
| da Wikipedia: la facciata della pieve di Gropina |
Dopo la conquista di gran parte dell’Italia da parte dei Longobardi e in seguito alla loro conversione al Cristianesimo sotto il regno prima della regina Teodolinda (570-627), di suo nipote Ariperto I re dal 653-661 poi, e infine il re Liutprando (712-744) ci fu un grande impulso per la costruzione di nuove chiese: a Gropina
Iscriviti a:
Post (Atom)


