il Regno Italico di Arduino d’Ivrea
di Enio Luigi Pecchioni
L’ultimo tentativo per un Regno d’Italia
indipendente fu quello di Arduino d’Ivrea (955-1015), proclamato re dai
grandi feudatari italiani, malcontenti della potenza a cui erano giunti
i vescovi, divenuti conti delle città.
Egli lottò contro l’imperatore di Germania Enrico II; ma abbandonato da tutti, si ritirò nel monastero di Fruttuaria (San Benigno Canavese), ove morì. Il dominio di quest’ultimo segnò la scomparsa del regno feudale indipendente in Italia, il quale ormai cadeva sotto il dominio delle varie dinastie tedesche. Ma ripercoriamone la storia.
Egli lottò contro l’imperatore di Germania Enrico II; ma abbandonato da tutti, si ritirò nel monastero di Fruttuaria (San Benigno Canavese), ove morì. Il dominio di quest’ultimo segnò la scomparsa del regno feudale indipendente in Italia, il quale ormai cadeva sotto il dominio delle varie dinastie tedesche. Ma ripercoriamone la storia.
Arduino d’Ivrea, apparteneva ad una
famiglia longobarda calata in Italia al momento dell’invasione. Figlio
di Dadone, conte di Pombia e di una figlia di Arduino III Glabrione
conte di Torino, succedette al cugino Corrado Conone nel governo della
marca d’Ivrea nel 989. Sposò Berta di Borgogna e venne elevato a
marchese da Berengario II (con questa investitura, Berengario cercò di
assicurarsene la fedeltà e l’aiuto per l’ascesa alla corona d’Italia).