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mercoledì 17 giugno 2015

Sant'Appiano. Il Santo e il suo Battistero



Sul «Mons aureus, Monte dell’oro o Monteloro», questo il nome che tuttora troviamo di quella zona, si ergeva un tempietto pagano di cui si era trovato oltre ai muri di fondazione romana un idoletto in arenaria raffigurante il dio Eros che cavalcava un cane; in epoca cristiana, nel V-VI sec. quel tempio pagano fu trasformato in una primitiva chiesa paleocristiana ed il luogo mantenne l’antica denominazione latina «sancta ad planum» che indicavate un luogo sacro.

da Wikipedia: le colonne, i pochi resti del Battistero, di fronte alla Pieve


Dopo la trasformazione architettonica l’idolo pagano fu sostituito dalla reliquie di un Santo senza nome e chiamato per questo il «Santo al piano»,

giovedì 2 aprile 2015

Lo scoppio del Carro e le pietre del Santo Sepolcro



Leggenda e verità di un'antica tradizione fiorentina

Più o meno tutti, anche quelli che non sono fiorentini, conoscono lo Scoppio del Carro, la tradizionale manifestazione fatta davanti al sagrato del Duomo per il giorno di Pasqua, in cui una colombina, partendo dall'altare della Basilica, spinta da un po' di polvere da sparo, arriva al carro accendendolo e dando avvio ad uno spettacolo pirotecnico, per poi tornare da dove era partita: si dice che se il "viaggio" è senza intoppi il raccolto per quell'anno sarà buono, al contrario, se è interrotto e si ferma, ci sarà magra.
Non ci si deve meravigliare che queste cerimonie abbiamo una valenza sociale legata all'agricoltura, il raccolto era una degli aspetti più importanti della vita, anche nel non tanto lontano passato, e da esso dipendeva il prosieguo della società, così le popolazioni cercavano di ingraziarsi Madre Natura e di prevedere cosa sarebbe accaduto.
Ma da dove nasce questa tradizione? La leggenda racconta che Pazzino de' Pazzi, reduce della Prima Crociata in Terra Santa, fosse tornato con le pietre del Santo Sepolcro e che per festeggiarlo vista la sua impresa leggendaria, i fiorentini avessero costruito per lui un carro su cui trasportarlo in trionfo per la città. All'epoca degli eventi, si raccontava infatti che l'uomo, sotto la guida di Goffredo da Buglione, fosse stato a capo di un folto contingente fiorentino e che fosse stato il primo ad entrare a Gerusalemme issandovi il vessillo crociato. Per questa sua azione Goffredo gli avrebbe conferito la «corona murale», un aureo riconoscimento di origine romana che spettava a colui che per primo aveva varcato le mura nemiche, il diritto di fregiarsi del proprio stemma (ossia cinque croci e due delfini in campo azzurro) e tre piccole pietre appartenenti al Santo Sepolcro.

mercoledì 23 maggio 2012

The Templars, the Crusades and the social relations with Islamism



After the Thousand year an ideological split divided the Mediterranean world between Islam and Christianity. During the period of the Arab presence in Sicily and Spain economic and cultural relations were intences  between this two civilizations.
The Arabs conveied to the western world techniques, tastes, artistic forms, scientific ideas, which had greatly enriched the cultural baggage of European populations. However these contacts between cultures were accompanied by a rigid ideological closure: Christians considered Muslims as “infidels”; on the contrary for Muslims “infidels” were the Christians.
The Concil held in Narbonne in 1054 proclaimed: no Christians kill another Christian, because he who kills a Christian sheds the blood of Christ. Distracted by men and by the evangelized world, violence would be directed against the infidels and for Christian infidels were above all Muslims.
The “peregrinationes”, later called Crusades were great military expeditions that moved from West to the East in order to liberate Jerusalem and the Holy Land from Muslim rule. In the Middle Ages  many Christians driven by religious fervor, made long journeys to visit the Holy Sepulchre and Jerusalem.