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martedì 21 febbraio 2017

Il palio dei Barberi

È il più ambito premio fra le manifestazioni che si tenevano a Firenze nel passato e veniva disputato nel giorno di San Giovanni fra cavalli provenienti da Stati musulmani come la Barberia e il Marocco, ma anche dal molte zone della penisola italiana.
L'origine di questa corsa è antichissima tanto che il Villani la fa risalire addirittura all’8 ottobre del 405, giorno della festa di Santa Reparata o come era definita dal popolo Santa Liberata, e dei festeggiamenti per la vittoria riportata da Silicone sulle truppe di Radagasio che attaccava la città di Firenze; anche lo stesso Dante Alighieri la ricorda nel Canto XVI del Paradiso facendo parlare lui in sua vece il suo trisavolo Cacciaguida:

... io nacqui nel loco
dove si truova pria l’ultimo sesto
da quei che corre il vostro annual gioco

Jacques Callot,Il palio dei Barberi, Firenze 1794, (dettaglio) da Wikipedia

In ogni caso la prima notizia certa di questa competizione ce la fornisce di nuovo il Villani e risale al 1288 anno durante il quale ci racconta dello svolgimento della corsa dicendo:

Negli anni di Cristo 1288 i fiorentini [...] bandirono oste sopra Arezzo [...] poi il dì di San Giovanni Battista vennero i fiorentini schierati in sul prato d’Arezzo, e in quello dinanzi alla porta della città feciono correre il palio,

lunedì 27 luglio 2015

Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi e l'antico Ospedale di Santa Maria Nuova



Scrive il Richa, II, 134 e seg. che “La Chiesa è antichissima, ed assai più di quello, che parlano le scritture a noi rimase, posciachè essendo ella una delle 36. Parrocchie, e chiusa nel primo cerchio della Città, gode due autorevoli documenti di antichità. La prima scrittura però, che si trovi, è un Istrumento de’ più rari, che abbia L’Archivio del Capitolo Fiorentino, cioè una carta di Procura per la riforma del Clero in tempo di Sedia vacante, che ha per titolo: Universus Clerus, et Dioces Flor. Eccl. Flor. vacante, faciunt eorum procuratorem ad quam plurimum peragendum 1286. die 3. Aprilis. I primi sottoscritti sono quattro Canonici a nome del Capitolo, ed al numero 44. tra’ Curati leggesi: D. Cosmus Cappellanus Sancte Margherite. Altra scrittura trovò Stefano Rosselli, che è un breve di Papa Martino IV. Pel quale il Rettore di Santa Margherita Don Giovanni Peponi è promosso al Presbiterato Fiorentinoo varcato per la morte di Tribaldo Arciprete, ed il Breve è dato in Orvieto 3 Non. Iulii An. 1283. Di una terza ancora più vecchia scrittura debbo grato al Sig. Domenico Maria Manni nel Sigillo 14. del Tomo XVIII. avendo egli trovato un contratto di vendita, che fece il Conte Guido Salvatico della Famiglia de’ Cerchi di alcune case, in populo Sancte Margherite rogato Ser Rinuccino da Certaldo 1280”.

da Wikipedia: facciata della Chiesa

La prima documentazione sulla ecclesia Santae Margeritae risale all’11 maggio 1032: dedicata a Santa Margherita di Antiochia, l’edificio prese il nome dalla famiglia dei Cerchi che, insieme quelle dei Donati e degli Adimari,