giovedì 18 maggio 2017

Edificare verso il cielo. Dai Collegia Fabrorum ai Monaci Costruttori

"Orme di Storia Toscana". Ciclo di Conferenze alla Biblioteca Filippo Buonarroti
Presentazione del libro "Maestri della Pietra e Monaci Costruttori. Dalla pietra angola alla chiave di volta. L'aers aedificatoria attraverso i secoli" a cura di Mario Pagni, autore dell'opera


martedì 21 febbraio 2017

Il palio dei Barberi

È il più ambito premio fra le manifestazioni che si tenevano a Firenze nel passato e veniva disputato nel giorno di San Giovanni fra cavalli provenienti da Stati musulmani come la Barberia e il Marocco, ma anche dal molte zone della penisola italiana.
L'origine di questa corsa è antichissima tanto che il Villani la fa risalire addirittura all’8 ottobre del 405, giorno della festa di Santa Reparata o come era definita dal popolo Santa Liberata, e dei festeggiamenti per la vittoria riportata da Silicone sulle truppe di Radagasio che attaccava la città di Firenze; anche lo stesso Dante Alighieri la ricorda nel Canto XVI del Paradiso facendo parlare lui in sua vece il suo trisavolo Cacciaguida:

... io nacqui nel loco
dove si truova pria l’ultimo sesto
da quei che corre il vostro annual gioco

Jacques Callot,Il palio dei Barberi, Firenze 1794, (dettaglio) da Wikipedia

In ogni caso la prima notizia certa di questa competizione ce la fornisce di nuovo il Villani e risale al 1288 anno durante il quale ci racconta dello svolgimento della corsa dicendo:

Negli anni di Cristo 1288 i fiorentini [...] bandirono oste sopra Arezzo [...] poi il dì di San Giovanni Battista vennero i fiorentini schierati in sul prato d’Arezzo, e in quello dinanzi alla porta della città feciono correre il palio,

venerdì 1 luglio 2016

Palazzo Vecchio

Nel 1299 fu iniziata, a Firenze, la costruzione, su progetto di Arnolfo di Cambio, di un edificio per la magistratura fiorentina sulle rovine del Palazzo dei Fanti e del palazzo dell’Esecutore di Giustizia appartenuto in precedenza alla famiglia di fede ghibellina degli Uberti, cacciati da Firenze nel 1266 per questioni politiche. Oggi sopra di esso svetta il prolungamento di una torre già esistente, inglobata nel palazzo e base della cosiddetta “Torre di Arnolfo”, quest’ultima costruita nel 1310 circa: la torre apparteneva alla famiglia dei Foraboschi, denominata dai fiorentini “della Vacca” per la grossa campana che si ergeva sopra (da notare che anche la strada che congiunge via Por Santa Maria a piazza della Signoria si chiama ancora via Vacchereccia) ed è ancora riconoscibile dalle finestre murate; la sua altezza è di m. 94 dalla base  ed al suo interno si trova una stanzina chiamata “alberghetto”, il luogo che  tra gli altri vennero tenuti prigionieri Cosimo il Vecchio nel 1433, prima di essere esiliato e Girolamo Savonarola prima di essere giustiziato il 23 maggio del 1498.

Da Wikipedia: Palazzo Vecchio

Nella cella campanaria di questa torre sono attaccate tre campane: la più grande è la campana dei rintocchi, la campana di mezzogiorno e la Martinella, suonata per chiamare i fiorentini ad adunarsi nel caso di bisogno: fu suonata per far insorgere il popolo anche l’11 agosto del 1944 per liberarla dalle truppe nazi-fasciste ed anche come commemorazione dell’evento, cinquant’anni dopo.
Dopo la morte di Arnolfo di Cambio nel 1302, la costruzione (che in futuro avrebbe avuto altre modifiche anche in espansione) fu continuata da altri due maestri nel 1314 i quali la terminarono nel 1315, portando così a termine

sabato 18 giugno 2016

Sacra di San Michele

Il monte Pirchiriano su cui svetta questa abbazia, all’imbocco della val di Susa, vicino a Torino, era conosciuto fin dai tempi antichi: già i romani avevano messo un presidio militare per il controllo della strada che conduceva in Gallia ed in seguito usato dai Longobardi come baluardo contro i Franchi, una delle cosiddette chiuse longobarde, della quale restano tracce nel paese di Chiusa di San Michele, che troviamo prima del complesso ecclesiastico.

da Wikipedia: la Sacra di San Michele fra le nebbie

La fase iniziale riguardante la data della sua fondazione rimane fra storia e leggenda: è il monaco Guglielmo lo storico più antico che ce ne parla quando sul finire dell’XI secolo scrisse il suo Chronicon Coenobii Santi Mochaelis de Clusa, in cui indica la data di fondazione della Sagra al 966 ma si contraddice in seguito, indicando che questa fu costruita sotto papa Silvestro II, abate nell’abbazia di San Colombano a Bobbio, salito al seggio pontificio nel 999 fino al 1003. Ma anche gli stessi storici si trovano in contraddizione: alcuni segnano la costruzione nel periodo che va dal 999 al 1002 appunto durante il papato, altri l’anticipano al 983-987