giovedì 11 giugno 2015

Masada



Questa fortificazione, visibile dalle rive del Mar Morto, sorge a trecento metri sopra il livello del mare, sopra uno sperone roccioso a forma di aquila: il suo nome è Masada, dall’ebaico Mesûdâ, fortezza, che il re Erode fece costruire alla fine del I secolo a.C. sopra costruzioni già esistenti. Lo storico Giuseppe Flavio attribuisce la costruzione della primitiva fortezza agli Asmonei che avrebbero regnato sulla Palestina dal 130 al 40 a.C. e costruito molte fortezze nella parte orientale d’Israele, nella valle del Giordano e sulla costa del Mar Morto, usate dalla famiglia reale sia come residenze o rifugio, nell’eventualità di tumulti; gli scavi archeologici effettuati hanno postato alla luce monete armonee e due cisterne risalenti a quell’epoca; mancando però oggetti di ceramica per stabilire una precisa datazione. 

da Wikipedia: la fortezza di Masada


Durante gli scavi del 1989 vennero alla luce molti edifici risalenti al periodo di Erode, il re costruttore che governò dal 37 a.C al 4 a.C. e innalzati in tre momenti differenti: diversi: il primo risale al 37 a.C. quando,
dopo la vittoria dei Romani su Mattatia Antigono, ultimo re asmoneo, venne  eletto re dal Senato Romano. Di questa prima fase di costruzione, è stato rinvenuto un gruppo di palazzi comprendenti: il palazzo a ovest e altri tre più piccoli, un edificio amministrativo, un complesso residenziale “stile caserma”, tre columbaria che servivano anche da torri di guardia, cisterne per la raccolta delle acque piovane una grande piscina di metri 18x13.
L’accesso alla fortezza si otteneva mediante due vie: il sentiero posto a est denominato “serpentone”e uno ad ovest, in questo periodo, la rocca non era protetta da mura, ma, soltanto dalle ripide pendenze naturali.
I sondaggi effettuati sotto le costruzioni erodiane, non hanno trovato traccia di edifici preesistenti, il che fa supporre che gli architetti di Erode, a Masnada, abbiano sfruttato parti delle costruzioni già esistenti.
Il secondo periodo comprende il palazzo nord, una delle opere più belle del re costruttore, utilizzato da lui quando vi soggiornava: situato su tre terrazzi naturali con un dislivello di trenta metri, di cui la parte superiore per la residenza reale divisa in lato nord, occupata dal re e la sua famiglia, mentre nel lato sud erano istallate grandi terme utilizzate sia dalla famiglia reale che dagli ospiti che occupavano gli altri palazzi; i due livelli inferiori della costruzione erano costituiti da grandiose sale da ricevimento, una a forma circolare e l’altra quadrata, circondate entrambe da colonnati e provviste di bagni.

da Wikipedia: il pavimento di una delle sale del Palazzo

In prossimità del palazzo un complesso di magazzini comprendenti circa venti depositi per la conservazione di viveri per un lunghissimo tempo e di armi: tutto questo complesso di costruzioni era stato costruito nella parte più elevata costituendo una specie di acropoli facilmente difendibile, anche senza la probabile realizzazione di una cinta muraria, struttura che le ricerche archeologiche non hanno mai ritrovato.
E sempre di questo periodo viene trovato la costruzione di una serie di cisterne, dato che, quelle asnonee non erano più sufficienti al fabbisogno degli abitanti e, sul pendio nord-ovest della falesia furono scavate, appunto, due file di cisterne; a centotrenta metri dalla cima, quella inferiore, che comprende quattro cisterne con una capacità di 4000 metri cubi, di acqua ciascuna, mentre, quella superiore, a ottanta metri, sempre, dalla cima, troviamo otto cisterne da 3000 metri cubi. Queste erano alimentate dalle piene di due Wadi che scorrono a ovest della falesia, usando una rete di dighe e canali, l’acqua veniva portata verso le cisterne, garantendo una riserva di 40.000 metri cubi, a dorso di muli e cavalli; per questo trasporto furono aperti due nuovi sentieri e la costruzione di una torre, a metà altezza, sul versante ovest, per proteggere l’accesso alle dodici cisterne.
Nella terza e, ultima fase della costruzione, databile attorno al 15 a.C., , troviamo un bastione a casermette che circonda la parte alta della falesia, escluso l’acropoli, di circa 1400 metri di lunghezza, comprendente settanta casermette alcune lunghe trenta metri, con funzioni di deposito e di accasermamento per i soldati.
Furono ingranditi i magazzini e lì vicino fu costruito un palazzo, forse la residenza del comandante della fortezza, ingrandito il palazzo a ovest e aggiunto altri quattro magazzini.
Dopo la morte di Erode, il potere passò nelle mani del figlio Archelao solo per dieci anni, quando morendo finiva con lui la dinastia erodiana e la provincia, di conseguenza passava sotto la procura dei romani.

da Wikipedia: panorama dai resti della fortezza di Masada

Nel 66 d.C. un migliaio di zeloti, che si erano ribellati al dominio romano, conquistarono il sito di Masnada, usando locali e materiale edilizio per le loro necessità, distruggendo e riadattando parte degli edifici.
Roma, da parte sua, non poteva permettere che un gruppo di ribelli minasse il suo potere e, perciò, dopo tre anni dalla distruzione di Gerusalemme misero d’assedio la rocca di Masnada e le pietre lanciate dalle loro catapulte distrussero buona parte degli edifici; gli zeloti, da parte loro, smantellarono i tetti per procurarsi le travi (circa 4000 secondo le stime) per effettuare la costruzione di un muro interno di difesa, che comprendeva un sistema di travi legate assieme rinforzandole con un riempimento di terra.
Ma anche questa difesa non servì a nulla, e quando i legionari romani sferrarono l’attacco finale, entrando  in Masnada, trovarono solo dei cadaveri; gli zeloti, avevano preferito suicidarsi in massa, prima di cadere vivi nelle mani dei romani, e subire la loro rappresaglia.
Dopo la conquista della rocca, i romani si dedicarono alla momentanea riorganizzazione dei locali abitativi ed alla ricerca di eventuali tesori, e questo evento è dimostrato dal fatto che i pavimenti sono stati sventrati e nella casamatta dei rotoli, presso la sinagoga e nella sala del conciatore, presso il Palazzo Ovest sono stati trovati oggetti, forse provenienti dal  bottino come vestiti, ceramiche, monete e degli importanti manoscritti.
Sembra che la distruzione totale del complesso sia stata causata da un terremoto in uno dei primi secoli della nostra era e il sito è continuato a rimanere deserto eccetto una piccola comunità di monaci che si erano stabiliti per un certo tempo tra le sue rovine in epoca bizantina. 

di Chiara ed Enzo Sacchetti

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